PALAZZO CAPUTI

Il Palazzo Caputi è un palazzo nobiliare di Ruvo di Puglia, nella città metropolitana di Bari. Costruito nel 1592 per volere di Domenico Caputi, e poi ampliato nel 1792 da Francesco Caputi. Nelle sue stanze era esposta la Collezione Caputi, nel 1991 l’immobile è stato in parte acquistato dal comune. Dall’aprile 2016 ospita la biblioteca comunale Pasquale Testini, assumendo il nome di “Museo del libro-Casa della cultura”. La facciata è divisa in tre ordini caratterizzati dal bugnato liscio e strutturalmente è molto simile a Palazzo Avitaia. Il grande portale d’ingresso a forma arcuata sorregge il grande balcone del secondo ordine. L’interno presenta un atrio rettangolare in parte coperto con volta a botte e con lunette terminanti in capitelli. La parte scoperta esalta la balaustra sorretta da mensoloni decorati a bassorilievo. Sull’atrio si sviluppa un’ampia loggia, le cui eleganti colonne poggiano sulla balaustra già citata. In questo spazio si notano subito due elementi, l’ingresso dell’antica cappella di famiglia ed una epigrafe funeraria romana. Questo frammento storico lapideo faceva probabilmente parte della Collezione Caputi, composta di vasi e monete risalenti all’epoca magno-greca di Ruvo. Nel 1920 la Collezione Caputi fu ceduta dagli eredi al marchese Orazio de Luca Resta, imparentato con la famiglia Caputi Iambrenghi, e fu trasferita a Roma. Negli anni Cinquanta del Novecento l’intera collezione fu acquistata dall’ingegner Giuseppe Torno. L’intera raccolta storica, insieme ad altri dei vasi antichi acquistati da Torno, è entrata a far parte del patrimonio artistico di Banca Intesa, ora Intesa Sanpaolo, alla fine degli anni Novanta. La volta dell’atrio è decorata con stucchi dorati tipici del rococò. Nel 1792 fu unito a questo edificio un secondo palazzo, sempre di proprietà della famiglia Caputi Iambrenghi.